La Nazionale è al centro di un grande cambiamento ormai da mesi e le difficoltà continuano a crescere: c’è il forte rischio dimissioni.
Gli Azzurri sono al centro di un vortice torbido e ancora complesso e molto delicato che non ha ancora risolto, nonostante i mille cambiamenti che sono avvenuti nell’ultimo periodo. Roberto Mancini ha rassegnato improvvisamente le dimissioni e i presidene Gravina ha scelto Luciano Spalletti come nuovo commissario tecnico ma ha anche deciso di aggiornare la parte dirigenziale, con nuove figure di riferimento di gran spessore come Gianluigi Buffon.
La squadra, ora, è chiamata a fare un nuovo percorso di grandissimo livello e che possa essere di nuovo vincente così come lo era in passato.
L’Italia in questo momento vive un terremoto di alti e bassi che non stanno per niente facendo bene alla squadra e a tutto il movimento calcistico italiano. Ci sono moltissie difficoltà che non sono ancora riuscite ad essere superate, visto che anche i risultati stanno continuando ad essere tremendamente altalenanti.
L’obiettivo principale resta la qualificazione ai prossimi Europei di Germania 2024 ma in questo momento la classifica non è dalla parte dell’Italia. Bisognerà vincere le prossime partite per scalare nuovamente le posizioni per non restare fuori dall’ennesimo torneo internazionale.
Ma in casa Italia ci sono anche ulteriori problemi che rischiano di portare addirittura alle dimissioni immediate e al cambiamento radicale in Federazione.
I problemi del calcio italiano sono ancora molteplici, dalla mancata qualificazione agli ultimi due Mondiali fino al caso scommesse che, ora, sta continuando a mettere in piedi un pilastro di enormi difficoltà.
Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, è finito nel mirino della politica per il caso scommesse che ha visto coinvolti alcuni calciatori italiani, oltre che per l’annoso dibattito pubblico anche per le mancate qualificazioni dell’Italia alle ultime due edizioni dei Mondiali.
“Nel 2020 abbiamo combattuto per salvare il calcio italiano post pandemia – ha dichiarato Gravina uscendo dalla Giunta Nazionale del CONI – abbiamo anche ottenuto il risultato di imbattibilità con 37 partite utili consecutive – ha aggiunto -. Dov’è la mancanza di risultati? Io devo difendere il mondo del calcio”.
“L’unico che ha presentato progetti di riforme dal 2012 a oggi sono stato io” – si difende Gravina dagli attacchi di chi vorrebbe immediatamente le sue dimissioni da presidente della FIGC –. “Fin quando nel nostro statuto federale esisterà la famosa clausola dell’intesa con le componenti non mi parlate più di riforme”.
Doping? “C’è stato un caso, è vero, ma in altre federazioni e sport si parla di doping ad altri livelli. Non mettiamo tutti insieme questi elementi per pensare di costruire un attacco alla persona. Io accetto le critiche, ma bisogna portare rispetto“.
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